Davvero tanta carne al fuoco in questo album dei The Balmung. Da questo quintetto esce
una musica potente, unica, un vero e proprio cocktail di testi innovativi e mai banali. Un
disco dove la psichedelia si abbraccia con il progressive creando un sound a sé.
The Balmung nasce dalla passione dei componenti della band per i racconti medievali.
Balmung è la spada di Sigfrido nella saga dei Nibelunghi, infatti la Suite, contenuta
nell'album è dedicata all'eroe che uccise il drago.
"Brown Jenkin", apre l'album con una melodica chitarra solista per raggiungere, poi, suoni
più forti, verso un momento eterno, sognante, in cui "poter bere dalla sorgente l'acqua che
serve per rimanere verde".
Nel secondo brano, "St. Patrick's day", riecheggia la musica celtica che ci accompagnerà
al terzo brano "Sogno Fugale", un pezzo che descrive un viaggio immaginario, verso un
mondo psichedelico, dove "le fragole sono un miraggio e il cielo è rosa".
Poi, "Il dono"che, con una potente chitarra, rappresenta una canzone di speranza nell'aiuto
verso il prossimo. "L'essenza dell'umanità è donare a chi non ha".
"Sola",un brano dominato da una chitarra blues, in una notte buia e calma e in un vortice di
emozioni che ti accarezza con la sua mano muta. Un finale maestoso con un organo
liturgico.
"Quelli come me" il sesto brano dell'album, un brano di protesta contro questo mondo
crudo ed egoista, un mondo incapace di considerare un uomo come tale la cui condizione
è descritta con ironia accattivante. La canzone è poi caratterizzata da una parte vocale che
riprende una scena dello storico film "il Marchese del Grillo", nello specifico Don Bastiano .
"Frammenti di una vita" ? "mentre scende giù la pioggia, tra le righe di una poesia, tutta la
storia, la mia". Una canzone sicuramente riflessiva e ricca di tanto sentimento.
Segue, poi, un'immancabile Suite, la cui parte iniziale è caratterizzata da una chitarra che
con un velo di tristezza manifesta il dolore di una battaglia, per poi giungere ad un rock
aggressivo. Si intervalla con le note di un balletto di corte in stile valzer. Ad un tratto il suono
delle spade che si sfidano all'unisono per poi riprendere un classico epic rock che si
contrappone alla successiva sensazione di trovarsi in un poliziesco all'italiana. La suite
termina con la tristezza e il dolore iniziale.
Il penultimo brano, "Le porte della Noia" che è anche il titolo del disco. Un pezzo
sicuramente complesso. In una travolgente illusione , luci ed ombre delle sirene creano
vortici senza confini che ricordano i suoni di Santana, AC/DC e Pink Floyd.
L'album termina con "Thoughtful Himalaya", un viaggio in Tibet che vede la formazione di
note armoniche.
Cosa dire ? lasciatevi emozionare dai The Balmung.
Gina Paris
ginaparis |4/5 |
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